affari ed economia
In economia il risparmio è la quota del reddito di persone, imprese o istituzioni che non è spesa nel periodo in cui il reddito è percepito, ma è accantonato per essere speso in un momento futuro. Si noti la differenza tra risparmio ed investimento, in cui è necessariamente presente un elemento di rischio.
Il risparmio può avere diverse motivazioni, studiate dalla scienza economica.
In generale lo scopo del risparmio è di poter disporre in un secondo momento delle risorse non spese. Ciò può avvenire per far fronte a spese impreviste (si parla allora di risparmio precauzionale), per garantire un reddito futuro da affiancare al reddito offerto dal sistema pensionistico (come formalizzato dalla teoria del ciclo vitale di Franco Modigliani), per lasciare un'eredità, per compiere un investimento di rilevanti dimensioni (acquisto di un bene durevole).
Dividendo i soggetti economici di una nazione in tre grandi categorie, le famiglie, le imprese e la pubblica amministrazione, è frequente che solo le famiglie risultino nel loro complesso risparmiatrici nette. Le imprese private nel complesso e la pubblica amministrazione non risparmiano, ma richiedono risorse finanziarie in aggiunta a quelle di cui dispongono. Il loro risparmio è quindi negativo e dev'essere finanziato direttamente dalle famiglie, alle quali cedono titoli (azioni e obbligazioni) oppure indirettamente, ricorrendo al credito bancario. Le banche a loro volta finanziano i propri impieghi raccogliendo il denaro dalle famiglie.
Nell'ambito delle famiglie si è osservato che le scelte di risparmio dipendono da diversi fattori. In particolare, la propensione a risparmiare di un individuo dipende dalle sue condizioni economiche (chi è meno abbiente risparmia di meno, dovendo destinare una percentuale più elevata del suo reddito a spese incomprimibili). Di conseguenza maggiore è la percentuale di persone con redditi elevati, in una economia, maggiore è il tasso di risparmio e minore la quota del reddito che viene destinata ai consumi immediati.
Il tasso di risparmio, vale a dire la quota del reddito che viene risparmiata, è variata nel corso del tempo, in generale riducendosi. Tra le varie motivazioni addotte dagli economisti, si considera quella che spiega il fenomeno correlando il tasso di risparmio alle incertezze prodotte da violente crisi economiche (ad esempio la crisi degli anni trenta) e dai conflitti bellici.
Risparmiare significa fare a meno di qualcosa di cui si ha veramente bisogno nella prospettiva che si debba volere, un giorno, una cosa di cui probabilmente non si ha bisogno.
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